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METROGRANDA Convegno “Le ferrovie sotto la Zizzola. Bra nodo ferroviario…”

25 novembre 2011


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“Le ferrovie sotto la Zizzola. Bra nodo ferroviario…” Bra, sabato 12 novembre 2011

25 novembre 2011

Gli interventi del convegno

Intervento prof. Piero Canobbio (questo sarebbe dovuto essere l’intervento ma, a causa di motivazioni del momento, il discorso è stato incentrato sulla necessità del ripristino della tratta Cherasco-Ceva)

Intervento dott. Mattia Giusiano

Intervento prof. Francesco Bonamico

Intervento dott. Stefano Sibilla

Curriculum Gino Scarsi

Curriculum Luciano Casasole

Un convegno coi fiocchi !

Grande successo ha riscosso il convegno “Le ferrovie sotto la Zizzola. Bra nodo ferroviario…” svoltosi a Bra, presso il Movicentro, vicino alla stazione ferroviaria sabato 12 novembre 2011 dalle 9 alle 13. Notevole è anche stata l’affluenza di pubblico che si è avvicinata al centinaio di persone partecipanti. Ha introdotto il convegno il sindaco di Bra, Bruna Sibille, parlando del possibile destino del tratto ferroviario da Cherasco a Ceva e hanno portato i loro saluti anche altre personalità dei comuni aderenti al convegno. Irene Ciravegna di Italia nostra ha puntato l’attenzione sullo stato pietoso in cui versano le stazioni della linea dismessa. In seguito, Piero Canobbio, dell’associazione Amici della Bra Ceva e diramazione Mondovì, ha puntato l’attenzione sul ripristino della tratta dismessa ormai da 17 anni. Molto interesse ha poi suscitato la domanda posta dal relatore riguardante la fine dei soldi stanziati nel 1995 per il ripristino del tratto Cherasco-Ceva. E’ quindi stata la volta di Mattia Giusiano del Politecnico di Torino che ha presentato un progetto molto interessante sul collegamento delle sette principali città della Provincia di Cuneo grazie anche al ripristino della ferrovia in Val Tanaro e della bretella di Mondovì. Successivamente è intervenuto l’architetto Umberto Fino, raccontando l’evoluzione dei trasporti che dal ferro, con il passare dei decenni, si sono sempre più indirizzati alla gomma con tutti gli svantaggi che questo sistema logistico comporta. Dopodiché, ha preso la parola Francesco Bonamico del Politecnico di Torino illustrando gli scopi dei giardini che venivano realizzati negli spazi antistanti le stazioni ferroviarie. In seguito, Stefano Sibilla ha parlato dei potenziali vantaggi che si potrebbero avere con il ripristino della tratta da Cherasco a Ceva/Mondovì e con il collegamento della Ceva-Ormea con Albenga. Ha chiuso quindi i lavori Giovanni Bosticco, rendendosi disponibile per eventuali richieste in tema ferroviario da presentare in Regione. Moderatore del convegno è stato Gianni Rinaudo che, durante lo svolgimento dei lavori, ha dato la parola a tutti coloro desiderassero intervenire per porre domande. In particolare, gli interventi più significativi sono stati quelli di Luciano Casasole e di Gino Scarsi.

Rinasce la Ceva-Ormea

4 ottobre 2011

LA RINASCITA DELLA CEVA-ORMEA

Nuovi progetti e un museo per una linea storica, Marco Ceste

http://www.piemonte-magazine.it/leggi_articolo.asp?articolo=992&cat=Cultura%20e%20Turismo,%20Luoghi&offset=

 

Un tratto della lineaÈ un fischio che, non più di dieci volte al giorno, squarcia il silenzio della vallata. Due piccole carrozze che armoniosamente si inseguono e percorrono la via di cui i binari ne indicano la direzione. Fra le colline prima verdi poi innevate, sopra e quasi al fianco del fiume, nel bel mezzo dei piccoli centri abitati, il treno viaggia tranquillo all’interno della Valle Tanaro. È il piccolo treno della linea ferroviaria Ceva-Ormea, una breve diramazione della direttrice Torino-Savona, una linea nata inizialmente come collegamento internazionale, diventata presto però ramo secco.

Il progetto iniziale prevedeva la costruzione di una linea di valico che collegasse Ceva a Imperia, utilizzando un tunnel che avrebbe dovuto passare sotto il Colle di Nava. Ma nel 1893 fu inaugurato il tratto che collegava con Ormea e fu quindi chiaro, a quel punto, che la linea non avrebbe più avuto prolungamenti. Anche perché nel frattempo erano iniziati i lavori della ferrovia Cuneo-Nizza-Ventimiglia, molto più importante dal punto di vista commerciale e soprattutto militare, la quale rendeva completamente inutile il prolungamento della Ceva-Ormea fino ad Imperia.

Trattandosi di una linea inserita in una rete elettrificata in corrente alternata trifase, nel 1938 anche la Ceva-Ormea venne elettrificata utilizzando il medesimo sistema. Nel 1976, però, venne de-elettrificata ed automatizzata con automotrici diesel, a causa della scarsa importanza che ricopriva. Tutta la palificazione e la doppia catenaria furono asportate, la sottostazione elettrica di Garessio restò abbandonata, come i grandi fabbricati delle stazioni con gli enormi piazzali costruiti per accogliere lunghi treni destinati a un traffico internazionale che non c’è mai stato. Ora rimangono lì, muti testimoni di quel che doveva essere e invece non fu.

Ceva-OrmeaCol tempo la Ceva-Ormea, con i suoi pochi passeggeri e uno scarsissimo servizio merci al raccordo di Garessio, cadde in un profondo passivo e le Ferrovie dello Stato erano decise alla soppressione, alla stregua di tante altre linee secondarie chiuse con l’ormai famoso decreto Signorile del 1985. Iniziò da qui un periodo molto difficile per la piccola e antica linea ferroviaria, che è riuscita nel tempo a mantenersi viva grazie alla passione e all’impegno delle amministrazioni dei vari comuni interessati e anche degli abitanti. Di quei piccoli centri attraversati dal treno che sono Ceva, Nucetto, Bagnasco, Pievetta, Priola, Garessio, Trappa, Eca Nasagò e Ormea. Luoghi che avrebbero enormi difficoltà senza questa fondamentale fonte di spostamento.

Poche corse al giorno e non molti i passeggeri, ma in fondo tutto proporzionato a quella che è la zona, piccola e poco abitata. Ma il treno rappresenta un punto di riferimento dal quale non si può prescindere. Infatti, sono comunque in buon numero gli studenti e i lavoratori che ogni giorno fanno uso del treno per i loro spostamenti da pendolari. Un treno che non rappresenta solo un mezzo di trasporto pubblico, ma che è qualcosa di più. È storia ed è un bene della comunità.

Proprio per tutelare questo patrimonio, nel 2009 è nato il Comitato per la valorizzazione delle ferrotranvie in Alta Val Tanaro e Ponente Ligure, che si è concentrato in particolar modo sul tratto Ceva-Ormea. La linea ha così potuto sopravvivere e il piccolo treno non fermare le sue corse attraverso quello splendido paesaggio della Valle Tanaro. Percorrere anche solo un pezzo della Ceva-Ormea è tuffarsi nella natura della valle, fra le sue campagne e le sue alture. Qui tutto è più piccolo e più vicino.

Di qui nasce anche l’idea di un museo della Ceva-Ormea. Il museo sorgerà a Nucetto, proprio vicino alla vecchia stazione ormai vuota e spoglia, nella quale il treno effettua le sue fermate ma dove da anni non ci sono più biglietteria e sala d’attesa. Lì accanto, il vecchio deposito si sta subendo i lavori che lo trasformeranno nella galleria espositiva. Al suo interno sarabbo allestite mostre permanenti e temporanee sulla linea ferroviaria e sulla ex miniera di carbone della frazione Livrato. Un progetto che è stato possibile realizzare grazie a fondi regionali del bando per i 150 anni dell’Unità d’Italia e che prosegue anche grazie alla collaborazione e la supervisione del Museo Ferroviario Piemontese.

Ceva-OrmeaUn progetto importante, che si spera non rischi più di essere soppressa. Nonostante i tagli e la grande crisi economica, in questi ultimi anni si è risollevata e sta ora riuscendo a mantenersi attiva. La zona in cui sorge, la Val Tanaro, è un’area disagiata nelle vie di comunicazione, in quanto la strada principale che la attraversa, la Statale 28, è da anni al centro di polemiche sulla sua insicurezza e pericolosità. Dopo prolungate piogge sono frequenti le frane e gli smottamenti e considerati questi rischi una linea ferroviaria funzionante diventa certamente ancora più importante.

Gli abitanti della vallata sono legati al treno non solo per reale utilità, ma anche affettivamente, perché le stazioni e i binari di questa linea parlano della Val Tanaro, la rappresentano e la disegnano.

 

DOMENICA 9 OTTOBRE 2011, NUCETTO, INAUGURAZIONE DEL MUSEO DELLA FERROVIA CEVA-ORMEA

4 ottobre 2011

DOMENICA 9 OTTOBRE 2011 ALLE ORE 11 PRESSO L’EX DEPOSITO FERROVIARIO DELLA STAZIONE DI NUCETTO, VERRA’ INAUGURATO IL MUSEO DELLA FERROVIA CEVA-ORMEA, NELL’AMBITO DEI FESTEGGIAMENTI DEL 150° DELL’UNITA’ D’ITALIA

STAZIONI IN MOVIMENTO

Dopo un decennio di lettere alla stampa locale ed il sollevamento della questione ferroviaria dell’Alta Val Tanaro al Lingotto di Torino in occasione di EXPO Ferroviaria 2006, due amici valtanarini decidono nell’ottobre 2009 che è venuto il momento di creare il Comitato per la Valorizzazione delle Ferro-tramvie in Val Tanaro e Ponente Ligure.
Detto più brevemente Comitato Treni Alpi Liguri, porta nel logo TAL i termini originari della questione: la “T” blu rappresenta lo spostamento della stazione di Albenga verso l’entroterra e la “A” marrone una conseguentemente più concreta ipotesi di valico verso la verde “L”, disposta come i tratti alpino ed appenninico dell’ Alta Val Tanaro.
Le potenzialità paesaggistiche e soprattutto funzionali della linea Ceva- Ormea la riscattano dalla  sua storia di investimento incompiuto: sacrificata alla Cuneo – Ventimiglia per un valico a quota ben più elevata, nonostante il garessino ing. Vicarj avvertì oltre un secolo fa il Parlamento dell’Italia unita che ciò non sarebbe stato sostenibile: tant’è.
Apprezziamo che la Val Tanaro abbia potuto conservare, finora, il proprio collegamento ferroviario: le curve sono ottocentesche (hanno ispirato a Savigliano l’eccellenza italiana del “Pendolino”), ma la pendenza inferiore al 15 per mille rende la Ceva – Ormea una ferrovia capace, ben fatta.
Basta guardarsi intorno, ovviamente in Europa ma anche in Italia, dalla Val Venosta al Canavese, per vedere nella ferrovia di fondovalle l’opportunità di riorganizzare il territorio in modo più efficiente, sviluppare un turismo più consapevole e offrire agli abitanti e alle aziende un trasporto locale di massima affidabilità e insediamenti produttivi recuperabili dagli antichi piazzali.
Evitiamo che la Val Tanaro si riduca ad un “fondovalle gratuito”, con la Statale 28 lasciata alla mercé del traffico pesante per lo più estraneo alla realtà economica locale, che rifugge i pedaggi e la congestione delle autostrade.. e questo senza che sia stato realizzato alcun valico stradale! Con le opere accessorie che l’eventuale ulteriore traffico richiederebbe, la spesa per un valico stradale o ferroviario sono comparabili: chi teme un confronto tra le due ipotesi, in termini di costi-benefici “tout court” ma anche nel senso della valutazione strategica degli investimenti ?
In questa situazione evidentemente fuori controllo, tra due Regioni di cui una registra ad ogni Piano dei Trasporti il mancato raggiungimento degli obiettivi di riequilibrio ferro-gomma, e l’altra manca proprio di darsi ogni obiettivo in tal senso, il Comitato TAL, libero da confini amministrativo-politici, cerca una visione di sistema abbracciando questioni collegate: dal raddoppio stradale del Tunnel del Tenda all’incredibile circonvallazione di Cherasco, che annienterebbe l’asse ferroviario Bra – Mondovì (Cuneo), per giungere alla transizione treno-tram e ipotizzare nuovi modi di fruizione della congestionata Riviera di Ponente: con il TAL gli studenti liguri hanno già visto come ad una silenziosa tramvia si possa ben affiancare una pista ciclabile, lato mare ovviamente!
Questo lavoro ormai incessante, cui contribuisce una rete crescente di persone e movimenti, ha già coinciso, come riporta il libro-inchiesta “La Colata” ( Chiarelettere ), col declino dell’autostrada Albenga-Garessio-Ceva: qui il comitato TAL non manca di osservare che una gestione della rete ferroviaria veramente orientata al mercato, se posta in grado di competere con la modalità stradale, potenzierebbe le linee storiche del Basso Piemonte per servire la relazione tra l’Alessandrino e i porti savonesi: ecco l’inutilità e l’anacronismo dell’autostrada Carcare – Predosa !
L’Unione Europea col più recente “Libro Bianco” ha posto obiettivi chiari di riequilibrio gomma-ferro, e Francia e Svizzera già operano in tal senso, ma la Val Tanaro si trova in una regione italiana a metà tra due costosi progetti AV/AC, dove allignano “solo” progetti stradali, rispolverati periodicamente per ottenere facile consenso elettorale: il rischio però è di finire “modalmente isolati” e la linea Ceva – Ormea ce lo ricorda, ogni giorno, discretamente, come un appunto scritto a penna fine nel paesaggio. Forse gli Italiani non sanno più leggere e amare la propria terra ? Le sorprendenti fotografie di Giorgio Olivero possono aiutarci.
Il comitato TAL è quindi particolarmente grato al Comune di Nucetto, che ha saputo cogliere l’occasione di preservare il Fabbricato Merci della propria Stazione per iniziarvi il Museo della Ferrovia Ceva-Ormea: non per cristallizzare il passato, ma per reinterpretarlo in maniera degna del XXI secolo, e offrire ai visitatori della Val Tanaro spunti di riflessione per un futuro sostenibile lungo una delle linee paesaggisticamente più meritevoli del Cuneese.

C’erano una volta i fili…

30 luglio 2011

Che cosa hanno in comune queste tre ferrovie: la Cuneo-Ventimiglia (o linea del Tenda), la Ceva-Ormea e la Aosta-Pre S.Didier?
Non sono soltanto tre linee piemontesi a binario semplice che si svolgono in uno scenario prettamente alpino. Tutte e tre sono oggi a trazione diesel ma hanno un passato di trazione elettrica, simile e diverso allo stesso tempo.
Due sono state elettrificazioni trifasi: il Tenda e la Ceva-Ormea, ancora una volta uguali e diverse. Entrambe appartengono all’ultima fase dell’estensione del sistema trifase: il Tenda tra il 1931 e il 1935, la Ceva-Ormea addirittura nel 1938, ultimissima elettrificazione trifase prebellica. Il Tenda era però una linea transalpina, cioè che attraversava le Alpi fino al mare, ed era quasi nuova, completata solo nel 1928, anche se la galleria di valico risale al 1900 (cronologia grafica); l’altra era una tradizionale costruzione ottocentesca, inaugurata nel 1889-93 ed era tronca, cioè terminava prima del valico verso la Liguria. Negli anni ’30 si pensò a un collegamento Garessio-Imperia (o Albenga) che però non venne mai iniziato: ne rimane traccia nell’atlante del 1936. L’elettrificazione sul Tenda scomparve nel 1944, con la stessa distruzione della linea durante la guerra: la ricostruzione del 1979 – 35 anni dopo! – avvenne senza fili. La Ceva-Ormea fu invece de-elettrificata nel 1973, a meno di tre anni dalla fine del sistema trifase, in concomitanza con la conversione a corrente continua della (Torino-)Carmagnola-Savona.
Infine la Aosta-Pré nacque come ferrovia in concessione nel 1928 e venne elettrificata nel 1930, con l’allora nuovo sistema a corrente continua a 3000 V, soprattutto con funzione merci (industrie minerarie); passata alle FS nel 1931, fu infine de-elettrificata nel 1968.
L’ antologia introduce le linee con alcune immagini d’epoca, gentilmente fornite da Franco Dell’Amico, e poi gioca a guardare il paesaggio alpino, estivo e invernale, con gli occhi di un’automotrice.

TUTTE LE IMMAGINI A QUESTO LINK :

http://www.miol.it/stagniweb/Foto6.asp?File=l_aln2&Tipo=index&Righe=100&Col=5


La miopia del trasporto locale in Granda e nel basso Piemonte …autostrade, super-strade, cemento, tunnel, petrolio e speculazione …

29 luglio 2011

Dall’ ‘autostrada fantasma’ tra Albenga, Garessio e Ceva all’ ‘autostrada delle beffe’ tra Asti e Cuneo, il basso Piemonte vanta un continuo interesse verso la costruzione, progettazione e negoziazione per nuove strade, autostrade, tunnel che vorrebbero far aumentare il traffico e l’inquinamento locale nelle valli tanaro e cuneesi aumentando il rumore, le code e diminuendo conseguentemente la qualità della vita in montagna. In realtà quello che più è stato fatto in questi ultimi anni ‘è stato speculare sulle quote societarie, investire in borsa ed in altre autostrade e far lievitare il quadro finanziario di queste società private il cui interesse dovrebbe essere ‘pubblico’ come il trasporto locale. E’ significativo il caso dell’Albenga-Garessio-Ceva spa’ una società privata, attiva da 40 anni che, pur non avendo mai costruito un metro di asfalto, ha un bilancio societario di 4 milioni di euro.

Ulteriori approfondimenti su questo articolo recentemente pubblicato  su Il Fatto Quotidiano dal titolo “L’autostrada fantasma fra Torino e Savona” :

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/06/l%E2%80%99autostrada-fantasmafra-torino-e-savona/109342/

L’ “AUTOSTRADA FANTASMA” E L’ “AUTOSTRADA DELLE BEFFE” SI INCONTRANO A GARESSIO

30 giugno 2011


Il vice-sindaco Sappa e il vice-presidente provinciale Rossetto si incontrano a Garessio per parlare di asfalto, cemento, tunnel e…cemento .  

Nella foto, tratta da un articolo su Targato CN, il vice-presidente della Provincia di Cuneo, Rossetto (L’autostrada delle beffe)  in colloquio “riservato” con il vice-sindaco del Comune di Garessio Luigi Sappa (L’autostrada fantasma), più in là il sindaco di Garessio, Renato Chinea che dialogo con i suoi assessori Christian Garzo e Massimo Sommariva.

Sembra che ormai il Comune di Garessio sia diventanto “il municipio privilegiato” per parlare (ovviamente a porte chiuse ed in forma riservata) del futuro strategico ed infrastrutturale del nostro territorio. La scusa per l’incontro era infatti la “sicurezza sulla statale 28” che i sindaci dell’Alta Valle Tanaro stanno utilizzando come “cavallo di troia” per promuovere un sistema di varianti, lotti funzionali, tunnel, ecc.. per renderla più sicura (secondo i sindaci). Addirittura il Sindaco di Garessio minaccia battaglia (per la sicurezza) e vuole convocare un’assemblea pubblica per dar vita ad un movimento di protesta. Purtoppo però risulta troppo poco chiaro il soggetto “politico” della protesta mentre risultano fin troppo chiari gli interessi e gli intrecci economici e politici tra i proponenti. Infatti, pochi giorni prima dell’incontro al Comune di Garessio, c’è stata una riunione del CdA dell’’autostrada Albenga-Garessio-Ceva (Agc) (l’autostrada fantasma) , di cui Sappa è il Presidente e ne sono azionisti le province di Savona, Imperia, Cuneo, i comuni di Torino, Savona, Cuneo, Albenga, Imperia, le Camere di Commercio, la Comunità Montana Alto Tanaro Cebano Monregalese ed altri comuni, così come dei soci privati tra i quali Gavio; una delle tematiche della riunione del CdA era poprio, guarda caso, la “sicurezza sulla SS28”.

Su questo stesso blog, in data 21 dicembre 2010, avevamo pubblicato una lettera aperta al vice sindaco Sappa in occasione della nascita di un Comitato Territoriale della stessa per l’Autostrada Albenga – Garessio – Ceva, in grado di esprimere pareri di carattere ambientale e tecnico riguardanti le aree interessate dalle iniziative infrastrutturali promosse dalla società autostradale. Nel comitato territoriale erano stati nominati rappresentati  Giampaolo Fracchia (per il Comune di Alassio), Roberto Schneck (vicesindaco del Comune di Albenga), Roberto Bocchio (per il Comune di Andora), Alfredo Vizio (per il Comune di Ceva), Guido Lerda (assessore del Comune di Cuneo), Luciano Sciandra (sindaco del Comune di Priola).

Guarda caso proprio il Sindaco del Comune di Priola, Luciano Sciandra, è uno delle persone, in questi ultimi mesi, tra le più attive all’interno del movimento di protesta capeggiato dai sindaci dell’ alta valle Tanaro che vorrebbero la SS28 più sicura !   Pare abbastanza chiaro il “conflitto di interessi” tra una società il cui scopo principale è la costruzione di un’autostrada (anche per lotti funzionali) e la volontà di mettere in sicurezza una strada. E qui nasce l’equivoco più grave…   La SS28 è un campo di battaglia politico e anche la “panacea” di tutte le proposte per migliorare la qualità di vita della nostra valle. E certo pare anche interessante che un sindaco, che si dice così vicino alle problematiche del suo territorio, sia interessato ad avere un corridoio infrastrutturale sotto casa propria !  (Certo un collegamento importante tra la Liguria ed il Piemonte ma che, con il suo carico di traffico sta gradualmente trasformandosi in un corridoio stradale soprattutto per il trasporto merci da Ventimiglia verso Torino (che lo vede come un modo per non pagare il pedaggio autostradale Imperia- Savona ) e per il famigerato accesso al mare verso Imperia e verso Albenga.  Sono tre gli interventi sulla SS28 proposti dall’ANAS : Isola Perosa, Cave di Bagnasco ed il tunnel per bypassare i rocchini. Tre interventi puntuali senza che gli interessi autostradali e-o di società private prevalgano sull’interesse pubblico della comunità.

Mettere in sicurezza la SS28 dovrebbe anche voler dire, migliorare il trasporto pubblico locale, come la ferrovia che potrebbe diventare la spina dorsale del collegamento con Mondovì, per diminuire il carico di traffico sulla SS28 almeno per i residenti ed i pendolari e fornire un accesso costante, sicuro e frequente con Ceva. Oggi la RT Piemonte, la compagnia che ha comprato la fallimentare VIANI detiene il 50% del traffico ferroviario della Ceva-Ormea ed ambisce alla sua soppressione in modo da utilizzara al 100% la sua flotta di bus che nel periodo estivo intasano maggiormente la SS28 e nel periodo invernale rendono il servizio di trasporto pubblico insicuro per le condizioni della strada.

Mettere in sicurezza la SS28 significa anche promuovere delle politiche che disincentivino la SS28 come nuovo corridoio di transito internazionale per il trasporto merci, proprio per evitare ulteriormente l’inquinamento atmosferico , fonico oltre alla reale sicurezza stradale negli attraversamenti dei paesi come nel centro di Ormea, Garessio, Bagnasco e Nucetto.

Mettere in sicurezza la SS28 significa anche fissare in modo congiunto, tra Liguria e Piemonte, delle regole speciali nelle politiche ambientali e dei trasporti, limitando il numero dei transiti attraverso dei divieti di circolazione selettivi e promuovendo elevati standard di sicurezza, così come succede in Svizzera ed in altri paesi ai confini con le Alpi. 

Per approfondimenti su come mettere in pratica politiche territoriali per migliorare la nostra statale 28 ed i collegamenti tra Piemonte e Liguria vedi il sito dell’Iniziativa delle Alpi (anche al link all’immagine di iniziativa da las alps), a cui il nostro Comitato TAL aderisce.

Invece, a Garessio, per parlare di futuro strategico dell’Alta Val Tanaro si parla di costruire nuovi tunnel, di costruire nuove autostrade, varianti e lotti funzionali, si dà l’ok tecnico all’Armo Cantarana senza nemmeno pensare al possibile impatto in termini di inquinamento, rumore e traffico che la sua costruzione potrà portare in valle.

Così ci dicono i nostri amministratori :

<< L’Anas di Genova sta sovraintendendo la redazione del progetto definitivo e ci ha chiesto un parere – ha spiegato Rossetto –. L’Armo Cantarana è un’operazione fattibile soprattutto rispetto ad altre ipotesi di collegamento quale l’Albenga-Carcare-Predosa che ha tempi lunghi e impegna risorse per 6/7 miliardi di euro con un intervento dei privati che presuppone consistenti risorse pubbliche. Il progetto definitivo che condividiamo è modificato rispetto a quello iniziale: presenta miglioramenti di ordine tecnico, benefici di carattere ambientale e un contenimento del costo che da 352 milioni di euro passa a 271 milioni”.

Insomma si continua a proporre e costruire super-strade, autostrade con la scusa di mettere in sicurezza una statale ormai martoriata dal traffico, dalle code estive e dagli incidenti, senza pensare che all’aumentare del carico di traffico aumenteranno proporzionalmente gli incidenti, le code ed il traffico.

Per fortuna ci pensa la Società autostradale del vice-sindaco Luigi Sappa che, approfittando della giornata, fa presentare al Sindaco Chinea l’asso della manica del Comune di Garessio :

<< Abbiamo già depositato in Provincia uno studio di fattibilità a firma dell’Ufficio tecnico di Garessio. Il costo preventivato si aggira sui 100 milioni di euro per 1380 metri di galleria e 350 circa di viadotto >>. Ci dicono si tratta di  “una proposta di collegamento che aveva già preso in considerazione il sindaco di Alassio nel 2009” e su cui Rossetto, il vice presidente della Provincia di Cuneo, ha dimostrato interesse: “la Provincia cercherà di stimolare gli Enti preposti per l’inserimento nella programmazione regionale”.

D’altronde come rivelato dal verbale di Assemblea della CdA dell’ 11 maggio 2009 della stessa società autostradale autostrada Albenga-Garessio-Ceva (Agc) : il presidente Sappa << ritiene che la Società debba veramente muoversi in qualche direzione operativa e strategica per consentire ai Soci Pubblici di giustificare la partecipazione in una società non operativa >>.

E d’altronde il “tunnel di Gazzo” così proposto, non rappresenta di certo l’inizio di un’opera, come ci ricorda l’oggetto sociale della stessa Agc , di un progetto per “tronchi funzionali, propedeutiche a salvaguardare la redditività della società anche nell’ipotesi minima di realizzazione, in un primo tempo, del solo traforo di valico a pedaggio”  !!!

Insomma nessun conflitto di interessi in Alta Valle Tanaro dove, per parlare di sicurezza stradale, si propongono tunnel tra le montagne che farebbe aumentere semplicemente il carico di traffico su una statale al limite della sua sostenibilità mentre i sindaci, che fanno parte del Comitato territoriale di una Società autostradale (l’Agc) , propongono assemblee pubbliche per dare vita ad un movimento di protesta…   aspettiamo quale sarà di preciso il motto del “loro” movimento di protesta  :

+ autostrade, + tunnel, + inquinamento, + traffico, + incidenti

Per fortuna la nostra vallata ha degli amministratori lungimiranti che sanno guardare al futuro  !

Noi intanto ci godiamo l’estate sulle Alpi Liguri con i turisti olandesi, tedeschi ed americani in sempre maggior numero che stanno iniziando ad amare questi nostri territori per le loro qualità e non di certo perchè sperano in un’autostrada sopra la loro testa o in un tunnel sotto i loro sentieri …

Comitato Treno Alpi Liguri