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Merano – Malles 2006

24 febbraio 2012

Era proprio un ramo secco ?

 

Un treno senza guida…

 

… puntò dritto verso il tramonto

 

Ma al bivio tra chi pensa sempre in grande

e chi adatta lo scartamento alla situazione…

 

… un saggio decise:

sarebbe bastato un autobus vicino a un treno,

 

farsi amica qualche bicicletta,

 

far partire un treno all’arrivo dell’altro.

 

Tutto e solo questo per ottenere alle ore

di una mattina qualunque

 

un risultato tanto semplice quanto sorprendente:

la gente che usa il treno!

 

E oggi in quel ramo secco lungo l’Adige
scorre tanta linfa che anche le auto
ogni mezzora si fermano al passaggio a livello.

 

Testi e fotografie di Fabrizio Bin.

La tratta Merano-Malles delle FS, prosecuzione della linea da Bolzano, è lunga 60 km e comprendeva 12 stazioni. E’ rimasta in servizio fino alla primavera 1991, quando è stata chiusa come “ramo secco”. Durante l’ultimo periodo di esercizio, vi si effettuavano solo tre coppie di corse al giorno, esclusi i festivi.

Abbandonata per oltre un decennio, la linea è stata riaperta nel 2005, sotto la gestione della SAD, la società di trasporto pubblico della Provincia di Bolzano, che si occupa sia dell’infrastruttura, sia del servizio. Oggi le stazioni sono diventate 18, c’è un treno locale ogni ora per tutto l’arco della giornata, domeniche incluse, integrato da un treno diretto feriale ogni due ore, per un totale di 23 coppie di corse al giorno.
Il servizio è svolto da otto nuovi treni diesel GTW 2/6 costruiti dalla società svizzera Stadler che offrono circa 110 posti a sedere, ma vari treni sono già effettuati in doppia composizione a causa dell’elevato numero di viaggiatori. A breve arriveranno altri 4 treni e verranno istituiti servizi diretti fino a Bolzano. Nessun’altra linea secondaria gestita dalle FS (oggi Trenitalia) ha mai visto un così significativo aumento del servizio, né tantomeno dei viaggiatori.

 

 

ARTICOLO ORIGINALE
http://www.miol.it/stagniweb/malles.htm

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RIFLESSIONI SULLA LOGISTICA INDUSTRIALE …. Mercati vuoti? Lo sciopero dei Tir non condiziona i prodotti a Km zero

25 gennaio 2012

Un giro con la telecamera di Eco dalle Città tra i banchi del mercato torinese di Porta Palazzo. La protesta dei camionisti condiziona l’approvvigionamento di ortofrutta: si ricorre alle scorte e iniziano a vedersi i primi banchi vuoti. Lo sciopero non incide sui produttori che vendono i loro prodotti a Km 0

 

 

Ancora stamani dopo diversi giorni di sciopero dei camionisti nessuno ne parla, ma la produzione cosiddetta a chilometro zero, i mercati locali gestiti dai contadini, potrebbero essere la risposta alla crisi dei trasporti.

Articolo originale :

http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=110252

Treno Val Roya: vertice tra l’Associazione “G. Biancheri e il Comune di Limone Piemonte

7 gennaio 2012

Si è svolto, il 31 dicembre, un incontro tra i vertici della Associazione “G.Biancheri Linea ferroviaria Val Roya” ed il Comune di Limone Piemonte in merito  al programma 2012 delle iniziative a sostegno della promozione turistica del trenino della Alpi del Mare, che collega Liguria, Piemonte e Alpi Marittime.

Si conferma la forte intesa tra l associazione e Limone , nata anni or sono e sempre piu’ consolidata, grazie al contributo indispensabile del sindaco Franco Revelli, forte sostenitore del rilancio dei collegamenti ferroviari nella Val Roya , troppo trascurati dalle Ferrovie dello Stato.

Il Presidente Sergio Scibilia con il responsabile della sezione Piemonte della Biancheri, avv. Costantino Catto, hanno illustrato le proposte di lavoro per il 2012 mirate a creare nuovi interventi di promozione turistica attraverso il treno con progetti ad hoc, coinvolgendo operatori privati del settore e le aziende turistiche locali di Imperia eCuneo.

“Sarà’ un anno pieno di sorprese e di novità – scrivono -. Per l’Associazione Biancheri è indispensabile creare una forte intesa tra le regioni per ottenere in futuro un veloce collegamento moderno tra Imperia-Nizza-Torino e la Svizzera, attraverso il corridoio naturale della Val Roya, senza necessita’ di costruire nuove infrastrutture, ma opere di ammodernamento a tutela dell’ambiente. In un periodo di crisi economica servono strutture leggere a costo zero, evitando opere faraoniche visibili tra 20/30 anni”.

http://www.sanremonews.it/leggi-notizia/argomenti/politica-1/articolo/treno-val-roya-vertice-tra-lassociazione-g-biancheri-e-il-comune-di-limone-pimeonte.html

La storia del Cebano attraverso… il treno – Venerdì 13 Gennaio 2011

31 dicembre 2011

http://www.unionemonregalese.it/?id_articolo=7171

Si chiama “La storia in treno: Russia 1943” una nuova iniziativa storico-culturale realizzata con la collaborazione dei Comuni della Valle Tanaro, l’Associazione Combattenti e Reduci di Ceva, la sezione di Cuneo della Unirr, l’Ana di Ceva, l’Associazione Reggimento “La Marina” di Nucetto e Trenitalia. Si tratta di un viaggio di andata e ritorno sulla linea ferroviaria “Ceva-Ormea” sulle tracce della Campagna di Russia nelle memorie della Valle Tanaro.
Saranno presentate e narrate, sul pullman e sul treno, ricerche sui militari della Valle che combatterono in terra russa. L’iniziativa che ha la regia di Giorgio Gonella si inserisce nelle manifestazioni alpine in programma a Ceva dal 13 al 15 gennaio, con l’intenzione di unire tutta la Valle nel ricordo del coinvolgimento dei valligiani alla Campagna di Russia. Il viaggio avverrà con andata in pullman e ritorno in treno. Durante andata e ritorno i relatori parleranno della Valle con l’aiuto di un microfono, per far sentire bene le notizie. Al ritorno verranno rievocate lettere e notizie dei militari che non hanno più fatto ritorno a casa. «Se l’esperimento sarà accolto favorevolmente – spiegano gli organizzatori –, si potranno programmare altri viaggi, con tema la Resistenza, i castelli, le ricette, la storia della valle, e si potranno programmare anche all’inverso, partendo cioè da Ormea fino a Ceva, o da Ormea al Museo ferroviario di Nucetto, o due viaggi, uno da Ceva uno da Ormea, con ritrovo a Garessio, e così via». È necessaria la prenotazione per stabilire la presenza dei viaggiatori. Il costo è limitato al biglietto del treno. E’ una proposta per far conoscere sia la Valle Tanaro, sia la sua storia, sia il suo treno, che non ha nulla da invidiare ad eguali tratte in altre regioni italiane, magari più reclamizzate e quindi più conosciute. L’iniziativa è stata illustrata la scorsa settimana alla presenza del sindaco di Ceva Alfredo Vizio, degli assessori Penna, Raviolo e Stirianotti, del sindaco di Nucetto Ivo Debernocchi, del sindaco di Garessio e dell’assessore alle Manifestazioni del Comune di Ormea, Gianpaolo Daprea, presidente Ana Ceva. Tra i promotori anche le infermiere volontarie – Ispettorato CRI di Mondovì, che saranno anche presenti sul treno per portare la testimonianza delle loro colleghe che parteciparono alle Campagne di guerra. Il progetto si svolgerà proprio in occasione della commemorazione, a Ceva, della battaglia di Nowo Postojalowka (Russia – gennaio 1943). Il programma di venerdì 13 gennaio prevede il ritrovo alle 14 presso la stazione FS di Ceva. Seguirà la partenza da Ceva con il pullman  di linea delle 14,39. Prima della partenza ci sarà il saluto del sindaco Vizio con breve descrizione sul viaggio; prenderanno poi la parola Giorgio Gonella e Gian Mario Odello con la presentazione della CSIR ed ARMIR. Odello e Raviolo parleranno dei dati statistici dei residenti e dei caduti. Nel tratto Ceva-Priola si attraverseranno i luoghi dell’ “acquartieramento”. L’arrivo a Ormea è previsto per le 15,34 dove Ferraris e Pagliana tratteranno dei dati statistici dei residenti e caduti dei Comuni di Ormea, Alto, Briga Alta e Caprauna.
I partecipanti si divideranno in due gruppi composti da 20 persone alternando le visite. Tra queste: visita alla mostra permanente sulla Campagna di Russia con il relatore Ferraris; visita al Museo privato del signor Gianpiero Bologna. Poi il ritorno è fissato per le 17,37 con la lettura  di alcune lettere di soldati e familiari. L’arrivo a Ceva è fissato per le 18,23 con un saluto conclusivo. La giornata continua alle 21 presso la Biblioteca civica  di Ceva: in programma la proiezione del video “Sulle rive del Don” documentario filmato sugli eventi della Campagna di Russia. Inoltre si terrà la presentazione dei libri scritti da Romano Nicolino di Garessio e Angelo Bagnasco di Ceva sugli alpini della Valle Tanaro.

ULTERIORI DETTAGLI SCARICABILI IN PDF AI LINK QUI SOTTO :

LA STORIA IN TRENO.RUSSIA 1942-VAL TANARO 2011

PROGRAMMA Venerdì 13 Gennaio 2011

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L’ALTA VALLE TANARO, TRA LA LOGISTICA DEI CIOCCOLATINI, LA POLITICA DELLE AUTOSTRADE E DEI CAPANNONI E LE PRODUZIONI “D’ALBENGA” AD ALTA CONCENTRAZIONE DI NITRATI, PETROLIO ED ASFALTO

30 dicembre 2011

L’Alta Val Tanaro in questo ultimo periodo, è diventata l’avamposto “politico” per la promozione di politiche regionali ed inter-regionali fatte di proclami, progetti multi-milionari, infrastrutture strategiche (che di strategico hanno solo l’accesso ai fondi pubblici) , tunnel stradali, camion, capannoni e cemento. Così, grazie alla “lungimiranza e alla ostinazione” di alcuni politici locali e alle loro amicizie a Roma e nelle sedi strategiche regionali, siamo diventati a pieno titolo uno dei cuori pulsanti del “Partito del Cemento” in Italia.

Certo pensare che una valle come la nostra, ricca di risorse naturali, montagne, acqua, aria pulita, terreni agricoli, pascoli, un tempo famosa per i suoi prodotti locali, per il suo turismo termale e naturale, per il suo paesaggio invidiabile, tra il mare ed i monti, possa essere diventata la “vetrina” per la promozione di uno sviluppo di un corridoio camionale all’interno di una infrastruttura stradale obsoleta e pericolosa non è certo piacevole; ancora meno piacevole, d’altronde è attraversare le aree industriali di Garessio, ad esempio, ormai devastate da un utilizzo sregolato (e ahimè criminale) del suolo, cementificato in capannoni, molti dei quali non utilizzati  o certamente sotto utilizzati…

Ed è in questo “triste” contesto storico e politico locale che i nostri “amministratori ” e “politici” della valle e non, si sono incontrati nel Salone Consigliare del Comune di Garessio il 13 Dicembre 2011.Cosi’ Il salone “di rappresentanza”del Comune di Garessio in quell’occasione, non ha ospitato il solito Consiglio Comunale, aperto alla cittadinanza ma è diventato, “misteriosamente” una “sede privata” per il Consiglio di amministrazione della società “Autostrada Albenga Garessio Ceva” s.p.a., una società pubblica ma con forti interessi privati.

IL COMUNE DI GARESSIO DIVENTA SEDE DELL’AGC …ERA FORSE TROPPO PICCOLA
O NON MOLTO RAPPRESENTATIVA LA SEDE UFFICIALE DELL’AGC A CUNEO ?

Ricordiamo al Dott. Sappa, Presidente dell’AGC che un “Comune” non è la sede distaccata degli interessi privati di una “società per azioni” ma la sede storica degli interessi collettivi di una comunità !

E’ in questa ghiotta occasione dove gli interessi privati si intrecciano con gli incarichi pubblici che il Consiglio di Amministratore ed il Comitato Territoriale dell’Autostrada che non c’è, si sono incontrati a Garessio. Presenti al “tavolo della grande torta autostradale” Valeria Anfosso (rappresentate del PD in Alta Valle Tanaro), Sergio Vizio, Sindaco di Ceva, Gianfranco Benzo, Sindaco di Ormea, qui nella veste di “esperto di logistica”, Simona Sappa, in rappresentanza della Comunità Montana Alto Tanaro Cebano Monregalese, Luigi Sappa, il Presidente della società dell’autostrada fantasma, il Sindaco di Albenga, Rosy Guarnieri e il suo Consigliere Comunale con delega ai Lavori Pubblici Nicola J. Podio, il Presidente della Camera di Commercio di Savona, Giancarlo Grasso, e chissà quali altri personaggi illustri del “Partito del Cemento”….

Qualcuno in quella giornata ha sentito anche un elicottero atterrare all’eliporto-parcheggio di Garessio; ci auguriamo che fosse un elicottero per portare soccorso a qualcuno e non un elicottero privato per portare qualche “legale” rappresentate alla corte del CdA di una Società Autostradale fantasma …

    Durante l’incontro il  Sindaco di Ormea, Gianfanco Benzo,  “esperto di logistica” ha illustrato il progetto dello studio di fattibilità della Piattaforma Logistica Ingauna (PLI), un’opera da 52 milioni di euro.

Benzo già nel 2005 si era occupato dello studio di fattibilità della PLI e parallelamente in Provincia di Cuneo, con l’allora Presidente Costa e con Ferruccio Dardanello per il progetto del “Polo Logistico delle Alpi del Mare” che avrebbe dovuto aver sede a Trinità (CN).

Questa volta invece a Benzo, che ormai ricopre la carica di Sindaco di Ormea, lo studio di fattibilità del progetto “riscaldato” del PLI di Albenga viene affidato direttamente dalla Società Autostrada Albenga Garessio Ceva S.p.A.  Insomma una commessa “interna” tra un Vice Sindaco di Garessio (Luigi Sappa, all’epoca dell’affidamento)ed il Sindaco di Ormea (Gianfranco Benzo),naturalmente qui nelle veci di privati cittadini e liberi imprenditori e professionisti del settore, non di certo rappresentati delle collettivita’ pubbliche di una comunita’ .

L’AGC approva quindi, in una nota, lo studio di fattibilita’ dell’opera; un atto formale e politico visto che e’ dal 2005 che questo studio sta andando avanti.

Questi poli logistici, incentrati sulla filiera agricola locale, rappresentano oggi la diretta espressione delle necessità di un mondo agricolo industrializzato che oggi necessità di sempre più fertilizzanti e azotanti per sopravvivere e che all’interno di un contesto “meccanizzato” produce, ad esempio, milioni di margherite in vasetti per il mercato olandese. Non è un caso che proprio la Pianura Ingauna fosse parte di uno studio per un Parco Agro-Tecnologico appoggiato dalle associazioni di categoria come la  (Cia, Coldiretti e Confagricoltura), i produttori (Floras) ed i commercianti esportatori (Acea). La proposta di progetto per il Parco Agro-Tecnologico Ingauno è curata dallo studio Caire dell’architetto Baldini, lo stesso studio che cura il Puc ingauno.

La struttura logistica integrata, fulcro della filiera ortoflorofrutticola “d’Albenga” di cui ci parla Benzo è una filiera oggi completamente insostenibile, sia dal punto di vista ambientale, sia dal punto di vista finanziario ed economico. Si tratta di una filiera “lunghissima” che “produce” ad Albenga e “consuma” in Olanda o in Inghilterra o in “Francia”. Lo dice Benzo stesso, nel “suo” studio di fattibilità del 2005 , che << le ricerche ci dicono che circa il 75% della produzione lorda vendibile “d’ALBENGA” è indirizzata verso i mercati della Unione Europea e l’interconnessione internazionale >> . Inoltre, come recentemente rilevato dalla Valutazione Ambientale Strategica del PSR della Regione Liguria 2007-2013, << alcuni di questi fenomeni possono tuttavia diventare significativi se localizzati in alcune aree geografiche di cui è nota la particolare sensibilità, in quanto già caratterizzate da problematiche legate anche all’attività agricola quali le alte concentrazioni di nitrati (es. piana di Albenga) e la risalita del cuneo salino nelle falde (es. piana di Albenga, piana del Magra) >>.

I numeri che poi riporta sono impressionanti e mostruosi e ci fanno pensare alle stesse mostruosità che Luigi Sappa propone quando parla dei costi autostradali relativi alla Carcare-Predosa-Albenga 6000 milioni di euro.

Purtroppo sono sempre omessi i relativi costi “esterni” sulle comunità e persone che questi mostri dovranno attraversare :

<< La margherita rappresenta da sola il 40% dell’intera produzione, e la misura di tendenza che rappresenta la maggior frequenza di riempimento, si situa intorno a 7.000 vasi per automezzo. Per far giungere al mercato i vasi “d’ALBENGA” sono pertanto necessari, mediamente, (100.000.000 : 7.000) = 14.285 TIR  Se i vasi fossero prodotti costantemente tutto l’anno, i giorni di traffico utile per i mezzi pesanti pari a circa 250, ogni giorno partirebbero da Albenga verso i mercati non meno di 50 – 60 TIR >> .

Per fortuna dal 2005 ad oggi qualcosa è cambiato, è iniziata una crisi economica che sta continuando a diventare gradualmente più grave e complessa, qualcuno parla di “crisi sistemica” e dunque questo tipo di filera industriale lunghissima non è più economicamente sostenibile così come non sarà più economicamente sostenibile la scelta agricola di molte realtà locali dell’ingauno che hanno abbandonato un tipo di agricoltura e colture tradizionali che servivano una filera “corta e territoriale” per una filiera “globale” che oggi si sta rilevando sempre più compromessa e malata ( quella stessa economia globalizzata che trasferisce i magazzini a bordo dei camion…o dei treni) !

              La filiera “corta” del Carciofo Spinoso di Albenga

che attraversa i mercati locali con l’Ape !

Ancora una volta invece, i nostri lungimiranti amministratori, ci vengono ad offrire qualcosa di “strategicamente obsoleto” e “vecchio che puzza”, una sorta di “minestra riscaldata” forse cercando, come in un “rush finale” di vendere tutto prima che sia troppo tardi. Ma soprattutto, visto che si parla di esperti del settore, le loro proposte non dovrebbero almeno essere in contraddizione con gli obiettivi dichiarati ad esempio dal Piano dei Trasporti della Regione Piemonte, dalle raccomandazioni del recente Libro Bianco dei Trasporti europeo, e all’interno di un contesto di completa mancanza di un Piano dei Trasporti da parte della Regione Liguria.

Il Libro Bianco dei Trasporti europeo ci chiede a più voci un quadro politico realistico e sostenibile, mentre i nostri amministratori continuano a proporci favole insostenibili !

Invitiamo dunque Benzo e gli altri esperti ed amministratori a sfogliare le pagine del LIBRO BIANCO all’interno del programma contro “la lotta al cambiamento climatico” dove in lettere e caratteri cubitali si richiedono, fra le altre cose, trasporti più puliti e più equilibrati, responsabilizzazione delle imprese senza comprometterne la competitività, gestione del territorio e agricoltura al servizio dell’ambiente …

TRASPORTI PIÙ PULITI E PIÙ EQUILIBRATI  Realizzare gli obiettivi della politica dei trasporti
Il rilancio ambizioso della politica dei trasporti, tramite il libro bianco adottato nel 2001, contribuirà a ridurre sensibilmente l’impatto dei trasporti sul cambiamento climatico. Per conseguire questo obiettivo saranno necessari in particolare una migliore gestione del trasporto merci e l’utilizzazione degli strumenti tecnologici disponibili.

Il LIBRO BIANCO della Commissione Europea “VERSO UNO SPAZIO UNICO EUROPEO DEI TRASPORTI”

11-03-28 – COM-2011- 144 – definitivo – libro bianco TABELLA DI MARCIA VERSO UNO SPAZIO UNICO EUROPEO DEI TRASPORTI.pdf

La Risoluzione approvala il 15/12/2011 dal Parlamento Europeo

11-12-15 – Risoluzione Parlamento Europeo su Tabella di marcia verso spazio unico.pdf

Paradossalmente il 15 Dicembre 2011, due giorni dopo che i nostri amministratori si incontravano a Garessio, per discutere progetti e proposte obsolete, a Bruxelles veniva approvata dal Parlamento Europeo la risoluzione qui sopra citata che segna formalmente la conclusione del primo turno della contrattazione istituzionale sul futuro della politica dei trasporti dell’Unione Europea. Sulla base del riscontro ricevuto da parte del Consiglio e del Parlamento sul Libro Bianco, la Commissione Europea elaborerà una serie di proposte legislative nel corso degli anni futuri.

I nostri amministratori invece dichiaravano questo il 13 Dicembre a Garessio :

“Tutto ciò che stiamo trattando in questo momento è preliminare, relativo allo studio di fattibilità”, commenta il Sindaco di Albenga Rosy Guarnieri. “Questa proposta risponde alle esigenze che il territorio avanza da molti anni, non solo da parte del mondo agricolo. Vogliamo creare, al fianco di tutti gli enti che hanno partecipato all’iniziativa, un’area già servita da Aurelia Bis e vicina all’Autostrada dei Fiori, che possa dare adeguate risposte a futuri sviluppi delle imprese esistenti, nonché di richiamo alle imprese di altre regioni, poiché la piattaforma deve essere – come evidenziato dal Sindaco di Ceva (gia’ membro del Comitato Territoriale dell’AGC)il preambolo per una autostrada perpendicolare in grado di unire Piemonte a Liguria di ponente. L’Amministrazione Comunale si impegnerà affinché, come indicato dallo studio di fattibilità, entro il 2012 si possa concludere l’iter autorizzativo che porti alla realizzazione dell’opera nel 2014”.

Ora, visto che il Sindaco di Ormea è così vicino alle logiche dello sviluppo sostenibile del territorio, della Terre Alte e dello sviluppo locale e, proprio ad Ormea, sta facendo nascere un Master Universitario che intende occuparsi di scienza e cultura della montagna patrocinato addirittura dalla FAO che attraverso il suo Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche e per l’Alimentazione e l’Agricoltura (International Treaty on Plant Genetic Resources for Food and Agriculture ITPGRFA), comunemente conosciuto come “trattato internazionale” o “trattato internazionale sui semi” sta chiaramente portando avanti un lavoro che ci pare in netta contraddizione con la “logistica dei camion” che ci viene qui proposta come una soluzione allo sviluppo delle nostre valli, vorremmo chiedere al Primo Cittadino di Ormea di leggere le recenti dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente Clini a riguardo del futuro delle politiche delle infrastrutture in Italia che di fatto si relazionano al sopracitato LIBRO BIANCO ed al futuro del trasporto nella UE.

Mobilità sostenibilie: Clini, servono nuove infrastrutture

http://www.trasporti-italia.com/infrastrutture/mobilita-sostenibilie-clini-servono-nuove-infrastrutture-333.html

“il nodo sono gli interventi strutturali. Dobbiamo capire da dove nascono le emissioni. Abbiamo affrontato il tema auto e abbiamo questo risultato, che chiaramente non basta. Io credo che il problema di fondo nel Centro Nord e nella Pianura Padana, in particolare sia avere a disposizione un sistema di trasporto rapido di massa, di trasporti pubblici che consentano una mobilità efficiente senza ricorrere al mezzo privato, soprattutto nei trasferimenti quotidiani dall’hinterland delle grandi città al centro della città. Abbiamo bisogno – ha sottolineato Clini – di rafforzare il sistema ferroviario metropolitano o il sistema ferroviario regionale per il trasporto delle persone che si muovono per motivi di lavoro, o anche per altri motivi, e che credo farebbero molto volentieri a meno dell’auto se avessero questi servizi. Si tratta – ha ribadito – di avviare una politica di infrastrutture che affronti questi nodi, perché dove è alcuni interventi sono stati realizzati risultati già si vedono. Un tema che invece non siamo riusciti ad affrontare negli ultimi 20 anni è quello del trasporto merci. In particolare il trasporto merci che attraversa la Pianura Padana da est a ovest. Chi frequenta le autostrade del Nord vede una teoria continua di camion. Bisogna fare – conclude il ministro – quello che ha fatto la Svizzera: iniziare a pensare che i camion possano essere trasportati su ferrovia. Però ci vogliono infrastrutture anche per questo”.

La Piana di Albenga, con il suo clima temperato, i terreni freschi, di medio impasto e ben drenati, profondi e dotati di sostanza organica, rappresenta l’habitat adatto per temperature invernali non eccessivamente basse, tuttavia il continuo progredire di aree industriali, svincoli autostradali e superstrade sta seriamente mettendo in crisi l’enorme potenziale storico ed agricolo della piana albenganese dal punto di vista agricolo e produttivo e la qualità stessa dei suoli agricoli della pianura.

Il progetto della Piattaforma Logistica Ingauna ipotizzata, significherebbe di fatto la cementificazione di circa 308 mila mq di suolo agricolo e ad essa si allaccia in modo molto strategico (sia per gli interssi sia per la visione) l’Autostrada Carcare – Predosa – Albegna, una follia progettata per “bucare” l’appennino e le pre-alpi Liguri in un tracciato da 100km di cui meno di 10 lineari, gli altri tutti su viadotto o galleria.

Alfredo Borchi, l’amministratore delegato dell’Autofiori,  ad Imperia il 13 Settembre 2011, al 50esimo anniversario di questo tratto autostradale, ha dichiarato che << è l’Albenga-Pedrosa, il vero messaggio che lanceremo oggi. Quest’ultima potrebbe costituire una rete molto importante per poter ‘bypassare’ i problemi quasi quotidiani di luglio ed agosto, così come di tutti i weekend dell’anno tra Albenga, Savona e Genova per intasamento e code. Non sarà una priorità a livello nazionale ma bisognerà mettere in cantiere questo progetto per arrivare al 2020-30 preparati all’intasamento a cui saranno sottoposte le nostre autostrade >> e continua << Sull’Albenga-Pedrosa i finanziamenti sono abbastanza importanti perchè si parla di 120 chilometri di tratto appenninico. Si parla di circa 6 miliardi di euro, il che richiede una concessione di 50 anni ed un contributo dello Stato che incide sul 50-60% del costo. L’obiettivo sarà quello di avere l’autostrada in costruzione per il 2020, viste anche le difficoltà e l’impegno a cui saranno sottoposti questi lavori >>.

Forse anche Borchi non ha letto il LIBRO BIANCO dei TRASPORTI EUROPEI o forse non vuole leggerlo visto che è amministratore delegato di un’autostrada… ma dimenticavamo che lo stesso Borchi è anche Vice-Presidente della Autostrada Albenga-Garessio-Ceva  S.p.a …  CHE COINCIDENZA !!! Chissà come mai allora la piattaforma ingauna che sarebbe meglio chiamarla con il suo vero nome, un AUTOPORTO, privo di qualsiasi collegamento ferroviario, risulta essere così strategica per i bilanci aziendali delle due società autostradali ???

NEL 2010 intanto, la AUTOSTRADA ALBEGNA-GARESSIO-CEVA S.P.A ha dichiarato un patrimonio netto di 4.788.069 di euro. (Si’, proprio quasi 5 milioni di euro) senza neppure aver mosso qualche centimetro di polvere d’asfalto… che dire meno male … attenderemo i prossimi 80 anni per capire se una società fantasma riuscirà a trovare un territorio “reale” dove poter operare per lo sviluppo economico e dell’economia “reale” e non per sviluppare l’economia “elettorale” con una interminabile lista di “studi di fattibilità”  e “consulenze milionarie” !!!

BUON 2091 a tutto il Consiglio di Amministrazione dell’AGC !!!

PER ULTERIORI INFORMAZIONI E DOCUMENTI UFFICIALI DELL’AUTOSTRADA FANTASMA CONSULTATE ANCHE QUESTI LINKS :

http://www.comune.torino.it/giunta/enti/pdf/autostradaalbengagaressiocevaspa.pdf

http://www.comune.torino.it/commercioeimpresa/partecipazioni-aziendali/schede/aagc.htm

 

 

 

Trasporto pubblico locale: la Regione Piemonte taglia i fondi del 10%. Da gennaio 2012 aumenta il costo dei biglietti

29 novembre 2011

Decisa dalla Giunta regionale la “razionalizzazione dei servizi per gli anni 2012, 2013 e 2014”. Prevista una riduzione annuale del 10% delle risorse per i servizi ferroviari e del 5% dei servizi effettuati tramite autobus. Dal 1° gennaio 2012 gli abbonamenti costeranno fino al 18% in più

http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=109339

Riunita in seduta straordinaria la Giunta regionale ha affrontato oggi il tema dei trasporti pubblici locali. Su proposta dell’assessore Barbara Bonino, si avvierà una “razionalizzazione dei servizi minimi per gli anni 2012, 2013 e 2014” a fronte della riduzione dei trasferimenti statali per il trasporto pubblico locale e le necessità di contenimento della spesa.
Il piano regionale prevede una riduzione annuale del 10% delle risorse per i servizi ferroviari con decorrenza 1° luglio 2012 (quindi per l’anno prossimo del 5%) e del 5% dal 1° gennaio 2012 per i servizi effettuati tramite autobus.

“Per mitigare queste riduzioni -si legge nel comunicato della Regione Piemonte- si rende inevitabile applicare dal 1° gennaio 2012 un adeguamento delle tariffe. D’intesa con gli enti locali delegati e sentite le organizzazioni sindacali e le associazioni dei consumatori, si prevede un adeguamento generalizzato degli abbonamenti del 6% (corrispondente al 50% dell’inflazione maturata tra febbraio 2006 ed agosto 2011), ai quali va aggiunto per il trasporto ferroviario un ulteriore 12% medio per conseguire la parificazione con le tariffe dei servizi autobus”.

Sabato 26 novembre – ore 11 – Cota e Burlando a Garessio !

25 novembre 2011

Vi invitiamo a partecipare all’incontro pubblico sottocitato per chiedere in faccia ai responsabili di Piemonte e Liguria almeno un confronto serio opzione strada – opzione ferrovia.

L’occasione ci pare irrinunciabile, anzi propizia …
“Sabato 26 novembre ore 11:00 presso la “Casa dell’ Amicizia” Borgo Maggiore a Garessio si incontreranno i Presidenti delle Regioni Piemonte e Liguria Roberto Cota e Claudio Burlando, gli Assessori alla viabilità piemontesi e liguri Bonino e Paita e i Capi Compartimenti Arch.Roncallo e Ing.Celia. Si discuterà della SS28 e del collegamento tra basso Piemonte e Liguria. L’incontro sarà aperto al pubblico. E’ importante tenere alta l’attenzione su questo tema, il futuro della Val tanaro dipende anche dalle infrastrutture”

Garessio: i presidenti delle Regioni Piemonte e Liguria insieme per parlare di SS 28 e infrastrutture per lo sviluppo del territorio valtanarino
L’incontro istituzionale è fissato per sabato mattina 26 novembre alle 11 nella Casa dell’Amicizia

http://www.targatocn.it/2011/11/23/sommario/monregalese/leggi-notizia/argomenti/monregalese/articolo/garessio-i-presidenti-delle-regioni-piemonte-e-liguria-insieme-per-parlare-di-ss-28-e-infrastruttur.html


I due candidati rappresentano a pieno titolo il partito trasversale del cemento

Si incontrano a Garessio per sostenere un nuovo collegamento autostradale tra Piemonte e Liguria (Carcare -Predosa-Albenga), l’ennesima nel panorama già congestionato delle due regioni;  100km  di cui 80 di cavalcavia, 15 in galleria, con l’intenzione di connettere l’appennino con le alpi liguri per un costo di 5000 milioni di euro.  Qui Luigi Sappa, ex vicesindaco di Garessio nonché presidente della Albenga-Garessio-ceva S.p.A. e Luciano Sciandra, Sindaco di Priola e membro del Comitato Territoriale della autostrada Albenga-Garessio-Ceva, propongono ulteriori collegamenti, come il tunnel di Gazzo o di Calizzano, per rendere comunicanti la “nuova autostrada fantasma” e la SS 28, potenziando questa come nuovo corridoio infrastrutturale, aumentando la congestione del traffico in Alta Val Tanaro, già minacciata dal nuovo tunnel tra Piemonte e Liguria, l’Armo Cantarana, compromettendo i centri storici di Ormea e Garessio, che vantano un passato turistico legato al loro contesto ambientale, all’equilibrio idrogeologico.
Dall’”autostrada fantasma” tra Albenga, Garessio e Ceva all’”autostrada delle beffe” tra Asti e Cuneo, il basso Piemonte vanta un continuo interesse verso la costruzione, progettazione e negoziazione per nuovi tracciati, autostrade, tunnel. Otterrebbero invece l’aumento di rumore e code, a detrimento della qualità della vita in montagna, inasprendo le condizioni della SS 28, soprattutto in termini di sicurezza, mentre paradossalmente l’unico ospedale di vallata è a rischio chiusura! .
Nel clima di “austerity” e crisi economica che vede l’Italia e i paesi europei alle prese con una moneta sempre più  fragile, i nostri “paladini del cemento” e delle “grandi opere” ritengono indispensabile spendere e consumare territorio  e quindi indebitare l’intera popolazione italiana, indipendentemente da dove si realizzano le opere, con cantieri pluriennali, con basse probabilità di portare a compimento i lavori:

  • TAV Torino Lione   18 miliardi di euro
  • terzo valico  7 miliardi di euro
  • gronda  6 miliardi di euro
  • autostrada carcare predosa  5 miliardi di euro
  • armo cantarana 300  millioni di euro
  • circonvalazioni in alta val tanaro  200 milioni di euro,   ecc…  ecc…

Ricordiamoci che l’attuale finanziaria del governo italiano per il 2011 è stata di circa 6 miliardi di euro,come  il solo costo della ipotizzata autostrada “fantasma” Carcare–Predosa–Albenga; un’autostrada che l’assessore ai trasporti Paita si vanta di aver inserito nel corridoio trasportistico europeo TEN, dimenticandosi che proprio il Portogallo, inizio e fine del famoso corridoio di trasporto Lisbona – Kiev, ha ormai un’economia in ginocchio e ha ipotizzato l’uscita dallo stesso trattato di Lisbona.

In Val Tanaro intanto predomina la schizofrenia speculativa legata alla “green economy”, verde come il dollaro, con nuovi progetti di centrali a biomassa, segherie meccanizzate, eolico industriale in aree protette, nuovi invasi più o meno grandi (come la diga sul Tanarello, che andrebbe a deviare uno degli affluenti del Tanaro verso la Liguria) e aumenta l’ impoverimento dell’economia agricola ed artigiana locale, di cui questa e le altre valli erano ricche, nell’ottica di nuovi “cluster commerciali” e shopping center.
Ci ritroviamo con una ferrovia semi-abbandonata, un continuo impoverimento del trasporto e dei servizi locali, rarefazione commerciale dei piccoli paesi, disoccupazione crescente, tra promesse di un futuro industriale ormai obsoleto. I due governatori e i loro assessori, la finanza che rappresentano insieme a molti altri amministratori a diversi livelli, pare vogliano proiettare la valle e i suoi abitanti nelle condizioni di una periferia postindustriale, in cui sia impossibile immaginare altro che infrastrutture redditiìzie per pochi ma devastanti per i più, in termini economici, di salute, diritti. Propongono di fatto l’abbandono e la svendita delle risorse del nostro habitat, quelle che sole possono dare dignità alle generazioni future.

Comitato Treno Alpi Liguri
comitatotrenoalpiliguri.wordpress.com
Comitato Popolare Sciancui
comitatopopolaresciancui.noblogs.org                                                ALT(R)A VAL TANARO

 
Curriculum Vitae   PD(L)EGA

Roberto Cota (Novara, 13 luglio 1968)

piano estivo Luglio 2011, “meno sprechi più servizi”:
10% in meno di posti letto nelle sette medicine delle Molinette; chiude il centro per anziani Farinelli lasciando un’eredità di 46 posti letto in meno; rischio chiusura per il reparto di Pediatria del S.Giovanni Bosco, per i centri soccorso ed elisoccorso del CTO; chiudono ospedali come il Maria Adelaide perché “gli ospedali piccoli non sono sicuri perché i primari non raggiungono un numero di casi visti in un anno soddisfacente”(?); a Biella chiudono i reparti di emodinamica, oncologia e pneumologia.
La battaglia al baronato annunciata da Cota in campagna elettorale ha invece come risultato l’aumento di posti per amministrativi e dirigenti a fronte di una diminuzione e una ulteriore precarizzazione degli operatori in corsia.

Ancora tagli ai treni pendolari, 100 milioni in meno, drastica riduzione dei fondi per il trasporto locale.
Aspettando l’11 dicembre, data di entrata in vigore dell’orario invernale di Trenitalia 2011, iniziano a trasparire le prime soerprese sui treni per i pendolari.
Verranno cancellate altre due corse sulla Cuneo-Ventimiglia, dove ormai circolano treni ogni tre ore.
Le stazioni sono in stato di abbandono, i ritardi continui e frequenti le soppressioni dei treni.
Alcuni treni della tratta Fossano-Ceva sono stai cancellati e sostituiti da servizi bus, più redditizi per Trenitalia e più costosi per la regione, cioè i contribuenti; a fronte di un aumento in Italia, del pendolarismo del 65% negli utlimi quindici anni.
Salvo fare del vittimismo e fingere di aver cercato di preservare il servizio pubblico quando, come nelle utlime settimane, viene incaricato un nuovo governo: “O il governo stanzia i fondi per il trasporto pubblico locale o in Piemonte fermeremo i treni” – minaccia Cota, dopo aver però garantito a Trenitalia le entrate.

Claudio Burlando (Genova, 27 aprile 1954)

con buona pace del dissesto idrogeologico, la Valutazione d’Impatto Ambientale della Regione Liguria a fine documento così risponde al SIA di Autostrade S.p.A., a proposito della Gronda Autostradale di Ponente di Genova:
“Relativamente alle opere previste in val Varenna […] si segnala l’opportunità di valutare […] la costruzione di un ponte definitivo ma idoneo in termini di carico per l’attraversamento delle frese TBM. “.
Pare che i sei morti della recente alluvione in Liguria non siano abbastanza.
L’inutilità, la nocività, l’assurdità in termini economici di tale opera sono state ampiamente dimostrate, nell’assoluta indifferenza delle pubbliche amministrazioni.  Di fatto la Regione approva ma con riserve deboli, simili alla precedente. Per inciso a Genova si attende la stessa fresa TBM che passando per Ripoli, nel quadro del progetto di variante di valico Barberino-Sasso Marconi, ha riattivato frane quiescenti.

Seconda procedura di infrazione a carico dell’Italia a causa dell’illegittima caccia allo storno autorizzata dalla Regione Liguria.  Si apre la possibilità di comminazione di sanzioni pecuniarie, che potrebbero ricadere sul contribuente.

Per i trasporti in Liguria sono stati previsti tagli del 72% dei treni con un contestuale aumento del 20% delle tariffe. Una regione governata da una maggioranza che parla sempre di priorità del sociale opererà solo tagli (non solo ai trasporti ma anche alla sanità) non utilizzando invece leve fiscali quali accise o aliquote Irpef aggiuntive per ridurre i tagli stessi? Perché si preferisce una regione paralizzata dal traffico privato invece che una regione servita da un efficiente servizio pubblico?
Perché la Regione vuol favorire i concessionari autostradali e i petrolieri e spinge per innumerevoli progetti di altre strade ed autostrade dimenticando la mobilità sostenibile e la necessità di riduzione di CO2?
Perché la Regione, così attiva nel chiedere finanziamenti per grandi opere come il terzo valico è così poco energica nel richiedere finanziamenti adeguati per i Trasporti Pubblici Locali al Governo?